Enrico Benassi (Mezzani 1902 – Parma 1978)

Benassi è  noto, a livello internazionale, come uno dei più grandi pittori naïfs italiani. Il Benassi approdò all’arte del dipingere alla fine degli anni Sessanta. All’inizio usava come supporto per i suoi lavori cartoni ritagliati dal fondo di scatole di cioccolatini oppure scatole di confezioni di biancheria e compensati. Dopo l’iniziale esperienza impressionista Benassi elaborò un proprio mondo fantastico, sempre più personale e ricco di colori e di ironia con una totale evasione in mondi fantastici e paradisiaci. Dai primi anni sessanta è presente a livello mondiale in tutte le manifestazioni d’arte naif, con una bibliografia eccezionale. Sue opere furono esposte in tutto il mondo, dal Giappone (dove un suo quadro servì per la copertina di un volume sui naïfs), all’Europa e all’America. Nel 1997 sue opere furono presenti alla Triennale di Bratislava, nella mostra con la quale fu inaugurato il Museo Charlotte Zander presso Stoccarda e fu l’unico italiano esposto nella retrospettiva dedicata all’arte naive nel castello di Bonnegheim. Appassionato di musica, suonava il banjo, la chitarra e il mandolino. Del rapporto della pittura del Benassi con la musica Anatole Jakovsky, uno dei più grandi critici internazionali del settore, scrisse: “Le sue composizioni fiabesche non tengono conto né dell’unità di luogo né di quella di tempo, mescolando il reale e l’irreale, il passato e il presente, senza dubbio perché egli è, innanzi tutto, un poeta. Di più, un poeta e anche un musicista”.