La storia di Sorbolo Mezzani

Il Comune di Sorbolo Mezzani nasce nel 2019 dalla fusione dei comuni di Sorbolo e di Mezzani

Sorbolo – La storia

Gli insediamenti umani più antichi nel territorio di Sorbolo sono costituiti dalle tracce di presenze di villaggi terramaricoli dell’età del Bronzo, ritrovati a Casaltone e a Coenzo e un insediamento dell’Età del Ferro nella zona di Ramoscello.
In Età Romana Sorbolo si caratterizza come area di transito delle vie commerciali tra Parma, Brescello e il Po. Dai campi affiorano oggi i materiali di epoca romana, soprattutto nella zona di Ramoscello; zona, quella compresa tra la via Mantova e Frassinara, che con Pedrignano porta in sé evidente il ricordo della suddivisione centuriale romana, nell’andamento dei canali, dei fossi, delle piantate.
Il documento d’archivio più antico in cui troviamo citato il territorio di Sorbolo risale all’anno 835, quando la Regina Cunegonda stabilisce la dote per il Monastero di S. Alessandro che comprende per l’appunto alcuni beni “in Sorbulo qui regitur per Tuesperto”.
Dall’Alto Medioevo iniziano le opere di bonifica e di ricolonizzazione del territorio da parte degli ordini monastici di Parma: i monasteri di San Giovanni Evangelista, di Sant’ Uldarico e la stessa Abbazia Cistercense di S. Martino de’ Bocci, che possedeva vasti appezzamenti nel territorio di Ramoscello e Frassinara. La presenza degli ordini religiosi svolgerà, dal X al XVI secolo, un ruolo fondamentale nell’organizzazione strutturale e funzionale del territorio.
Accanto al sistema religioso era presente il potere politico. Espressione di questo potere è il sistema di luoghi fortificati, il cui ruolo era duplice: difensivo e di salvaguardia dei transiti commerciali. Il ruolo militare di presidio più importante del territorio sorbolese fu svolto da Coenzo, in particolare nel periodo di maggior tensione fra Guelfi e Ghibellini, ciò consentiva il controllo dei commerci provenienti dal territorio rivierasco del Po, dal territorio reggiano (Brescello, Boretto, Guastalla) e da Parma.  

Dal feudo e dalla proprietà ecclesiastica si arriva, con l’età farnesiana, all’insediamento delle classi borghesi o di famiglie nobiliari della città; è il caso ad esempio dei Calvi, creati nobili nel 1693 da Ranuccio e investiti di Coenzo, dei Campori-Menafoglio marchesi, nel 1636 per decreto di Francesco I, dei Gruppini che ottengono la familiarità ducale nel 1648 e dei Lalatta, marchesi dal 1695, proprietari di diversi poderi, mulini, di una villa e di un palazzo a Sorbolo.

Con il XIX secolo e la relativa costituzione del Comune (il primo Sindaco di Sorbolo, Giovan Battista Pinetti, risale al 1806), vengono realizzate nuove opere pubbliche e strade. Nel settembre del 1808 viene inaugurata la prima scuola; si vivacizza la vita sociale: già dal 1864 a Sorbolo esiste una Società di Mutuo Soccorso fra artigiani; nel 1891 nasce la “Società Cooperativa fra i lavoranti” e nel 1885 la “Società Cooperativa di Previdenza” con il proposito di aprire uno spaccio, organizzare il lavoro ed il credito su basi cooperative.

Lo stemma di Sorbolo

Lo stemma è stato ufficializzato nel 1930 tramite Regio Decreto. Nel primo “partito” vi è un Ponte a due arcate sul quale compaiono una guardiola, una casa sulla sinistra ed una stella d’argento che sormonta il Ponte; nel secondo “partito” viene rappresentato un grande albero di sorbo; nella parte inferiore compare una campagna erbosa.  Il ponte, di fondamentale importanza per la vita di questo paese, per molto tempo ha rappresentato un vero e proprio confine; mentre il simbolo del sorbo e la base verde dello stemma stanno ad indicare la prevalente attività agricola che contraddistingueva all’epoca Sorbolo

Mezzani – La storia

Mezzani è un toponimo che deriva dalla parola latina medianus, un tempo utilizzato per indicare le isole del Po (lungo il corso del fiume vi sono infatti diverse località che riportano tale nome). I centri abitati del comune sono sorti su quelle che un tempo erano isole del Po, dette appunto Mezzani,  poi congiunte alla riva parmigiana. In epoca medievale sorsero gli attuali centri abitati. Il primo fu Casale, fondato su un’isola del Po esistente già nell’890; definito “insula iuxta Padum” per diventare alcuni secoli più tardi “Casalis ripae Padi”, poiché il fiume si era spostato più a nord.

L’imperatore Carlo il Grosso nell’880 concesse al Vescovo di Parma le rive dei fiumi Po, Parma, Enza e Taro e le isole che si trovavano in essi. Privilegi che furono poi confermati da Ottone III nel 973 e da Enrico VI nel 1195. Per tale motivo Mezzano Superiore e Inferiore, formatesi come isole del Po, divennero possedimenti dell’episcopato parmense. L’epoca della loro formazione non è certa, tuttavia l’abate Giovanni Romani menziona un avvenimento accaduto presso il “Mezzano del Vescovo” già nell’anno 1131. Il Mezzano citato è il Superiore, l’Inferiore si formò posteriormente al 1306. Prima che le due rive fossero congiunte alla riva destra del Po, la sponda del fiume iniziava presso Coenzo e proseguiva lungo l’argine di S. Antonio (oggi ridotto a semplice strada di campagna) fino alla maestà di S. Cristoforo di Mezzano Superiore, visibile oggi sulla provinciale.

Mezzano Rondani sorse sulla riva lombarda del Po. Nel XV secolo, dopo una grossa alluvione che aveva interessato l’area tra Casalmaggiore e Fossacaprara, il fiume si spostò verso nord e il paese si trovò su un’isola e più tardi venne unito con la riva parmigiana. La parola Rondani proviene dal nome di una famiglia proprietaria di diversi beni nel paese. Mentre Mezzano Rondani, Casale e Mazzabue fecero parte della giurisdizione ducale, Mezzano Inferiore e Superiore furono da sempre territori del Vescovo di Parma che a Mezzano Superiore aveva un palazzo in cui dimorava durante le sue visite. L’episcopato parmense concesse alla popolazione del luogo diversi privilegi fiscali. Dopo diversi tentativi, nel 1763 i Duchi di Parma, riuscirono a ottenere dal Vescovo la rinuncia alla propria signoria; la popolazione, privata dell’autonomia e dei privilegi di cui aveva goduto fino ad allora, si rifiutò di giurare fedeltà al Duca Filippo I di Parma; per sedare la ribellione dovettero intervenire i dragoni ducali.

Lo stemma di Mezzani

Esistono due versioni dello stemma comunale. Nello stemma originario campeggiano, su terreno verde, le mura rosse di un castello la cui porta è sormontata da un giglio d’oro. Il castello ricorda il castello di Felino permutato al vescovo di Parma in cambio del passaggio dei Mezzani al Ducato di Parma, ma potrebbe anche trattarsi del castello fatto erigere dal presule per difendere i suoi possedimenti dalle compagnie di ventura. Il giglio d’oro dei Borbone ricorda sempre la cessione dei Mezzani ai Duchi di Parma. Il campo verde su cui insiste il castello rappresenta la fertile e pianeggiante campagna del territorio comunale. Nello stesso stemma erano originariamente presenti righe orizzontali azzurre che simboleggiavano Mezzano Superiore e righe verticali rosso oro rappresentanti Mezzano Inferiore. Tali linee oggi non sono però più riconoscibili nel vecchio gonfalone esposto nella sala consiliare del comune. Successivamente venne scelto un nuovo stemma, quello attuale, in cui è rappresentato un ponte che scavalca tre corsi d’acqua, si tratta di Parma, Po ed Enza, i fiumi che attraversano il territorio di Mezzani. Il ponte è sovrastato da due cornucopie.

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